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Il
Progetto
Modalità d'intervento |
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Il
lavoro archivistico di trascrizione dei documenti riportati in questo
sito vuole essere una "prima nota" delle fonti d'archivio,
che si presentano in tipologie abbastanza diverse, quali ad esempio
pergamene del sec.XI, atti di una visita pastorale, atti notarili
dal sec.XV al XIX, atti processuali, documentazione catastale ecc.
Siccome l'esigenza primaria e' quella di trascrivere il maggior numero
possibile, se non tutte le fonti d'archivio, si è ritenuto
di usare un sistema di trascrizione il più aderente possibile
all'originale, e quindi con caratteristiche di "imparzialità"
che riducano al minimo l'interpretazione, spesso opinabile.
Nell'intento di rendere comprensibile un documento antico a una persona
non specialista, si può pensare di usare una procedura teorica
che vogliamo evidenziare mediante un esempio concreto. Osserviamo
che naturalmente l'argomento e' stato estesamente trattato da specialisti
paleografi e storici da molto tempo, specialmente riguardo ai documenti
più antichi e cioè le pergamene; vedi ad esempio il
fondamentale testo dell'archivista Vittani, "Metodologia della
lettura e della trascrizione dei documenti" cap.10.
Il documento
originale viene acquisito normalmente in fotocopia, anche se talvolta
ciò non e' permesso per impedirne il danneggiamento, peraltro
con criteri estremamente variabili da un archivio all'altro: si
va dal caso dell'Arch.Diocesano di Milano dove si può fotocopiare
tutto, all'Archivio di Stato di Milano dove non si possono fotocopiare
fogli in cattivo stato di conservazione o volumi rilegati, alla
Biblioteca Civica di Milano dove non si possono fotocopiare documenti
più vecchi di 100 anni. Come tutti i manoscritti, questo
documento non e' "standardizzato" nel senso che uno stesso
carattere può essere scritto con una certa variabilità,
da mani diverse, senza contare che l'inchiostro può essere
sbiadito, ci possono essere lacune ecc. Esiste anche la possibilità
di far fare microfilm, però il costo è ancora notevolmente
elevato, senza contare che si tratta di un sistema ormai superato
dall'acquisizione con "scanner" collegati a Personal Computer.
Quest'ultimo sistema sarebbe la soluzione ideale, però, salvo
casi particolari non e' ancora preso in considerazione dai vari
Archivi, anche per comprensibili questioni legali.
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Clicca sull'immagine per ingrandire
Versione
paleografica-diplomatica di una denuncia contro Barbara Besozzi
per usurpazione di pesca sul lago di Monate
1581,20
luglio
- Archivio
di stato di Milano
Fondo Acque - parte Antica |
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Si può
quindi pensare di procede alla "ripulitura" del documento
e alla standardizzare la scrittura, come se fosse lo stesso insieme
di caratteri ma scritti "a macchina", e riprodurre gli
stessi caratteri, anche quelli abbreviati, le sopralineature e tutti
i grafismi del caso; pensiamo per esempio a certe scritture gotiche
corsive che sembrano veramente "scritte a macchina" e
sono di una nitidezza eccezionale. In questa fase sono necessarie
nozioni di paleografia, essere cioè capaci di decifrare scritture
antiche come la carolina, la gotica, le corsive del 5-6-700, e saper
conoscere un certo complesso di abbreviazioni più o meno
stenografiche, variabili da scrivente a scrivente; è necessario
cioè avere nozioni che normalmente non possiede lo studioso
interessato al contenuto, il quale ha conoscenze a livello più
elevato, ad esempio di latino e dell'argomento di cui si parla.
Il documento
viene quindi riscritto usando un insieme di caratteri più
moderno, tipo macchina da scrivere, quale ad esempio il carattere
"Times New Roman" che e' quello usato in questo testo.
Usando il PC a differenza della vecchia macchina da scrivere abbiamo
a disposizione un complesso di risorse che ci permettono di restare
il più possibile aderenti all'originale: scelta del carattere,
grandezza, possibilità di apici e pedici, tabulazioni, note
a margine, cancellazioni con linee rette, e al limite possiamo inserire
veri e propri "disegni" come ad es. i "signa tabellionatus"
dei notai; inoltre possiamo adottare un tipo di carattere diverso
in presenza di una seconda mano.
In questa fase si presenta subito il problema delle abbreviazioni,
largamente usate nell'antichità dagli scrivani professionisti.
Se si adotta il criterio usato nelle trascrizioni delle pergamene
(cfr. Pratesi e altri), cioè quello di "sciogliere"
le abbreviazioni, tolte una dozzina di abbreviazioni standard che
costituiscono carattere a sé, come "per, pre, con, us"
ecc., siamo costretti a "interpretare" il testo, cioè
a indovinare i gruppi letterali rappresentati da segni, sopralineature
e svolazzi vari, quindi non stiamo più semplicemente "trascrivendo"
ma siamo a un livello superiore che comporta conoscenze linguistiche,
storiche ecc. Inoltre lo "scioglimento" delle abbreviazioni
comporta inevitabilmente un aumento di lunghezza del testo che scompagina
l'aspetto iniziale della pagina, cioè la lunghezza della
riga e la disposizione dei periodi e dei brani a margine; otteniamo
quindi qualcosa che non e' più graficamente simile all'originale
e quindi non e' più facilmente confrontabile con esso al
fine dell'interpretazione.
La scelta è stata quindi quella di sciogliere solo le abbreviazioni
standard, che hanno un'interpretazione inequivocabile, e quelle
che abbreviano solo di un carattere, perché non alterano
la lunghezza delle righe, e non sciogliere tutte le altre, rappresentandole
con segni come il punto o il ^ per le sopralineature; tuttavia in
quest'ultimo caso e' ancora presente un elemento di interpretazione
dato dalla posizione in cui inseriamo il segno ^.
In pratica si tratta di una trascrizione che il Vittani definisce
"paleografica-diplomatica", ma in realtà riteniamo
che uno studioso anche non esperto in paleografia riesca a leggerla,
con un po' di fatica inizialmente.
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Versione
scientifica-storica di una denuncia contro Barbara Besozzi
per usurpazione di pesca sul lago di Monate
1581,20
luglio
- Archivio
di stato di Milano
Fondo Acque - parte Antica
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A questo
punto occorre trovare una soluzione per il lettore non studioso,
e tuttavia interessato mettendogli a disposizione un livello ulteriore
di trascrizione, adottando il tipo di trascrizione definita dal
Vittani "scientifica-storica", che si realizza sciogliendo
le abbreviazioni ed eliminando grafismi come cancellazioni, note
a margine ecc.; sostituendo la "j" con la "i",
la "u" con la "v" dove occorre, mettendo o togliendo
le maiuscole iniziali, ponendo l'accento sulle vocali finali dove
occorre, mettendo qualche segno d'interpunzione ecc. Rimane il fatto
che risulterà un testo espresso in latino curiale e italiano
antico... Si tratta quindi di aggiungere le opportune note a piè
pagina con la traduzione delle parole obsolete e la spiegazione
di termini tecnici e misure.
Le NOTE sono
poste al piede di ogni pagina, dopo un segno convenzionale di divisione
"-o-". Si tratta generalmente di osservazioni lessicali
e storiche, ad esempio notizie sulle misure dell'epoca (libbra,
staio, moggio, cùbito ecc.), monete (scudi, lire imperiali,
soldi, lire terzuole ecc.), nomi geografici, nomi di persona, parole
desuete, particolarità dell'epoca, riscontri in altri documenti
e tutto quanto può aiutare a meglio comprendere il documento
e a inserirlo in una corretta prospettiva storica.
I documenti
disponibili in questo sito saranno quindi disponibili in queste
due versioni: la "paleografica-diplomatica" e la "scientifica-storica",
lasciando ad altri enti e persone interessate, quali ad esempio
le Biblioteche, lo sviluppo successivo della versione in buon italiano,
magari limando e tagliando brani non necessari alla comprensione,
quali ad esempio le formule "ecceterate" notarili, e introducendo
note esplicative che aiutino a comprendere l'epoca lontana, rendendo
così disponibili versioni comprensibili anche dal cittadino
medio e dalle scolaresche sempre a caccia di nuovo materiale per
le proprie "ricerche".
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